fuoco

Consigli utili per un buon fuoco

Fumo nero

Dal punto di vista ambientale non va bene

La fumata nera, si sa, è sinonimo di elezione papale andata a vuoto. Ma dal punto di vista ambientale è anche peggio. Far uscire dal comignolo fumo nero significa bruciare male e inquinare: è segno che il generatore è vecchio o sporco oppure male installato o che sta usando materiale pericoloso per la salute.

Impianti di nuova generazione

Premesso che l’impianto, per non essere dannoso all’ambiente, dev’essere di nuova generazione, va poi considerato che ciò che si brucia è importante che sia esclusivamente legna secca (umidità inferiore al 20%, corrispondente a legna tagliata ed essiccata da circa 2 anni!) non trattata oppure un prodotto della legna: quindi legna naturale, bricchette, pellet certificato e conforme alle norme europee, cippato, segatura non trattata, arbusti o pigne. Il consulente dotato di apposito rilevatore può controllare l’umidità media di ciò che si intende bruciare, e questo può essere un elemento utile per indirizzarsi meglio nei futuri approvvigionamenti.

Essenze legnose

Qualsiasi essenza legnosa è adatta, a patto che non si usino pezzi rotondi perché quella forma impedisce il flusso d’aria interno danneggiando la combustione. E’ necessario posizionare La legna  orizzontalmente (nei caminetti aperti va bene anche in verticale). Per raggiungere la temperatura sufficiente a una buona combustione, attenersi ai suggerimenti del costruttore dell’impianto, dal momento che esiste una misura ideale della quantità di legna da inserire ad ogni ricarica e dato che va evitato un riempimento continuo a singhiozzo.

Cosa non si può bruciare

Chi non ha familiarità col fuoco deve sapere che per la salute propria e degli altri è vietato bruciare i seguenti prodotti: plastica, carta, riviste, cartone, Tetra Pack, legna verniciata, truciolato, scarti di legna di cantiere, legna da imballaggio (pallet e casse), vecchi pezzi di mobili, pavimenti, infissi.

Dispositivo di regolazione tiraggio

E’ poi importante che l’impianto monti un dispositivo di regolazione tiraggio (indispensabile per le stufe a pellet e obbligatorio per le centrali termiche). In fase di installazione è necessario verificare l’esecuzione a regola d’arte del passaggio del tubo dal tetto e si deve effettuare con regolarità il controllo della qualità della combustione (attenersi alla norma DIN 4792). Altri controlli da fare: verificare che le canne fumarie rispondano ai requisiti della UNI 10845; pulire la canna fumaria secondo la UNI 10847; fare sempre la prova di tenuta del camino prima di compilare la targa camino e naturalmente verificare sempre il tiraggio del camino.

Quando il “fai da te” non è un’opzione

Un ultimo consiglio: evitare assolutamente il fai da te e stare alla larga da chi si spaccia per esperto del settore, perché solo gli operatori certificati indicati sui siti delle associazioni di categoria hanno la qualifica per eseguire controllo e pulizia corretti garantendo quindi la sicurezza dell’intervento. Il fuoco non può essere preso alla leggera: va rispettato.

Perché la legna

Scaldare con la legna è preferibile per più motivi:

A) è una fonte naturale rinnovabile;

B) permette di ridurre l’effetto serra;

C) bruciando libera la stessa quantità di anidride carbonica che la pianta crescendo aveva filtrato e che rilascerebbe in atmosfera se fosse lasciata marcire nel bosco;

D) rispetto a una caldaia tradizionale un apparecchio a legna riduce le emissioni di anidride carbonica di oltre 5 tonnellate all’anno per famiglia;

E) gli impianti di ultima generazione garantiscono combustioni prive di fumo e inquinamento.