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L'Italia che rinnova

L’Italia che Rinnova

Dal legno l’energia nuova per un Paese sostenibile

L’Italia che rinnova: un grande progetto di comunicazione nell’interesse dell’ambiente, dei consumatori, del Paese

L’Italia che Rinnova è una campagna di comunicazione lanciata da associazioni, operatori e imprese del settore del riscaldamento a biomassa legnosa. La campagna ha lo scopo di valorizzare l’energia che viene dal legno, facendo emergere una realtà poco conosciuta: il legno è la prima tra le energie rinnovabili (il 33% in Italia e il 40% nel mondo) e la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane.

Rinnovare l’energia vuol dire rinnovare la qualità della vita di tutti

Il legno: per un calore che unisca ambiente, risparmio e sviluppo, valorizziamo la più antica e più moderna delle energie rinnovabili

• È la prima energia rinnovabile (40% nel mondo, 33% in Italia)
• È la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane
• Consente fino al 75% di risparmio sulla bolletta rispetto alle fonti fossili
• Genera imprese e posti di lavoro in Italia
• È un’eccellenza italiana: il 70% degli apparecchi a pellet in Europa sono Made in Italy
• Valorizza e tutela il patrimonio boschivo italiano
• Con le altre energie rinnovabili combatte l’effetto serra
• È un settore con forti investimenti in nuove tecnologie
• Già oggi i nuovi apparecchi abbattono le emissioni fino all’80% rispetto ai vecchi generatori
• Contribuisce a rispettare i parametri europei sulle energie rinnovabili.

Cosa sono le energie rinnovabili?

Sono tutte quelle energie alternative alle energie da fonti fossili (petrolio, gas). Contrariamente alle fonti fossili, che tendono ad esaurirsi, le rinnovabili sono potenzialmente infinite. Le rinnovabili permettono di limitare le emissioni di C02 e quindi combattere il riscaldamento globale,uno dei più gravi pericoli per il pianeta. Inoltre consentono di produrre energia a costi più bassi. Aumentare la percentuale di energie rinnovabili è per tutti gli accordi internazionali ed europei un obiettivo irrinunciabile.

La prima energia rinnovabile è il legno

Il legno rappresenta un terzo delle energie rinnovabili italiane e un quarto in Europa (le altre rinnovabili principali sono eolico, fotovoltaico, solare, idroelettrico).

Scalda milioni di famiglie italiane

È la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane. 24 famiglie su 100 usano legna e pellet per il riscaldamento domestico (Istat 2013).

Risparmiare facendo bene all’ambiente

L’uso del riscaldamento a pellet e a legna consente un risparmio sulla bolletta fino al 75%. Non solo, un aspetto fondamentale è quello degli incentivi e delle agevolazioni fiscali che arrivano fino al 65%. Conoscere il Conto Termico è importante e conviene.

Crea posti di lavoro e imprese italiani

Dal legno nascono filiere locali che generano imprese e posti di lavoro. La ricchezza che crea non va all’estero ma resta nei nostri confini.

Un’eccellenza italiana con numeri da record

In pochi lo sanno, ma la produzione di stufe e camini è un’eccellenza italiana: tre apparecchi a pellet su quattro utilizzati in Europa sono “Made in Italy”. Qualità, tecnologia, design sono alla base di questo successo. In quasi nessun settore l’Italia ha un primato così forte.

L’energia che aiuta i boschi

Molti pensano che utilizzare l’energia che viene dal legno danneggi i boschi e le foreste. È vero esattamente il contrario. Attraverso la gestione forestale sostenibile il nostro patrimonio verde cresce più sano e forte. Negli ultimi 50 anni la superficie boschiva dell’Italia è raddoppiata, cresce di 1.000 metri cubi al minuto.

Indispensabile per l’Europa

In base agli obiettivi europei per il 2030, l’Italia è chiamata a raggiungere la quota del 32% di energie rinnovabili. I combustibili legnosi sono una delle principali fonti energetiche per ottenere questo fondamentale risultato.

Combattere le emissioni

Abbattere le emissioni da polveri sottili è una priorità per la qualità dell’aria e per la salute . Le emissioni sono causate da tanti fattori: traffico e riscaldamento sono tra i più importanti. Il settore del riscaldamento con energie dal legno è in prima fila per combattere le emissioni. Come? Innanzitutto con l’innovazione tecnologica perché il problema delle emissioni è dovuto ad apparecchi vecchi, superati, poco efficienti. I nuovi apparecchi abbattono le emissioni fino all’80% rispetto a stufe, caldaie e camini di vecchia generazione *.

*L’associazione di settore (AIEL) ha firmato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente per abbattere verticalmente le emissioni in pochi anni in tutta Italia.

Le associazioni promotrici di L’Italia che Rinnova, saranno presenti ad Italia Legno Energia il 22-24 marzo 2019. Controlla tutte le info per i visitatori.

  legambiente

biocombustibili legnosi

La valorizzazione energetica dei biocombustibili legnosi per lo sviluppo sostenibile delle aree montane

Sarà l’evento di apertura di Italia Legno Energia

Il convegno è promosso da AIEL in collaborazione con UNCEM

Venerdì 22 marzo ore 10.00 Sala Convegni Fiera di Arezzo

Più della metà del territorio della Toscana è coperto da boschi e foreste. Un patrimonio da tutelare e valorizzare ai fini ambientali e produttivi, utilizzando la legna e i suoi derivati come energia rinnovabile alternativa alle fonti fossili. Ma anche un’attività che ha il pregio di incentivare l’economia e l’occupazione delle aree montane. Per questo è importante promuovere l’utilizzo di biomasse di origine forestale da destinare alla produzione di calore. Ne conseguirà anche la valorizzazione della filiera del cippato, biocombustibile sostenibile di origine locale.

Un incontro indirizzato ai sindaci toscani

Per sensibilizzare su questi temi i Sindaci dei comuni toscani non metanizzati e situati in aree montuose, AIEL Associazione Italiana Energie  Agroforestali e UNCEM Unione Nazionale Comuni Enti Montani propongono venerdì 22 marzo, ore 10,  il convegno “La valorizzazione energetica dei biocombustibili legnosi per lo sviluppo sostenibile delle aree montane”. Si tratta dell’evento di apertura di Italia Legno Energia, manifestazione biennale dedicata alla filiera energetica “dal bosco al camino”, promossa da Progetto Fuoco e organizzata ad Arezzo dalla società Piemmeti.  Al convegno è atteso anche il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo On.le Gian Marco Centinaio. Tra i relatori è confermata la presenza di Marco Bussone Presidente di UNCEM, Marco Remaschi, Assessore Agricoltura e Politiche per la Montagna della Regione Toscana, Domenico Brugnoni e Marino Berton rispettivamente Presidente e Direttore generale di AIEL.

Esperienze concrete e best practice

Porteranno inoltre esperienze concrete di impianti e reti di teleriscaldamento alimentati a biomassa di filiera territoriale i Sindaci di alcuni comuni montani dell’Appennino: Moreno Botti Sindaco di Loro Ciuffenna (AR), Paolo Sottani Sindaco di Greve in Chianti (FI), Massimiliano Sestini Sindaco di Castel Focognano (AR), Marco Baccini Sindaco di Bagno di Romagna (FO-CE). Il programma prevede infine una tavola rotonda con i contributi di Marco Remaschi, Assessore all’Agricoltura e Politiche per la Montagna della Regione Toscana, Marco Bussone Presidente di UNCEM, Fabio Romeo del Ministero dell’Ambiente-Ispra, Raoul Romano del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’economia agraria, Luca Marmo Responsabile politiche per la Montagna di Anci Toscana e Sindaco di San Marcello Piteglio.  Le conclusioni saranno affidate a Secondo Scanavino Presidente Confederazione Italiana Agricoltori.

Una regione caratterizzata dalle foreste

La Toscana è la regione più forestale d’Italia. Con una superficie di oltre 1 milione 150 mila ettari, il 50% del territorio regionale, che rappresenta circa il 10% della superficie boscata italiana. Dei circa 5 milioni di mc di legna prodotti ogni anno se ne utilizza solo il 40% (2 milioni mc circa). Il resto va ad incrementare la massa legnosa, la cui crescita annuale è nettamente superiore al prelievo. Proprio per queste caratteristiche, è un territorio che presenta condizioni favorevoli per lo sviluppo di moderni impianti centralizzati automatici a cippato, di piccola e media scala, collegati a reti di teleriscaldamento al servizio di edifici pubblici e privati.

Se correttamente progettati e installati, questi impianti presentano alta efficienza ed emissioni sostanzialmente irrilevanti. Soprattutto, costituiscono la modalità più efficace  per valorizzare energeticamente una fonte  rinnovabile come la biomassa legnosa in sostituzione dei combustibili fossili. Questi ultimi, non lo dimentichiamo, sono responsabili del cambiamento climatico. Gli impianti a biomassa garantiscono emissioni 6 volte inferiori rispetto ad una caldaia a gasolio e 5 volte più basse rispetto ad una a metano.

Incontrarsi per creare consapevolezza

L’obiettivo del convegno, e delle attività di sensibilizzazione e informazione proposte da AIEL e UNCEM, è di creare consapevolezza. I benefici socio-economici e ambientali della sostituzione delle fonti fossili con la rinnovabile legno, a partire dagli edifici pubblici, non sono ancora sufficientemente conosciuti.

tuliklivi

Le stufe in pietra ollare a risparmio energetico Tulikivi

La magia della pietra ollare con Tulikivi

Le stufe finlandesi Tulikivi sono interamente costruite in pietra ollare, un materiale dalle elevate capacità di conduzione termica, che si riscalda rapidamente ed ha un tempo di raffreddamento molto lungo. La gamma comprende stufe dalle linee semplici e pulite, stufe dal design più tradizionale, stufe con forno e cucine economiche, stufe installabili a parete, ad angolo o posizionabili al centro di una stanza ma anche realizzazioni su misura per riuscire a soddisfare anche dei clienti più esigenti.

Design e riscaldamento: un binomio vincente

Avere una stufa Tulikivi significa aver scelto non solo un complemento d’arredo unico ma anche il sano calore radiante abbinato al risparmio energetico, le certificazioni e la continua attività di ricerca e sviluppo oltre ad una garanzia di 5 anni. Tutte queste caratteristiche rendono Tulikivi il più grande produttore di stufe ad accumulo al mondo, che pone sempre al primo posto la salute dell’uomo e il rispetto dell’ambiente.

Quando calore vuol dire benessere

Ecco tutti i vantaggi di una stufa Tulikivi:

• Sano calore radiante, avvolgente e delicato, che rafforza il sistema immunitario
• Poca polvere in movimento
• Calore continuo per 24 ore ed oltre, con una sola accensione
• Economica nei consumi: brucia legna secca di qualsiasi tipo, pellet e tronchetti
• Combustione pulita, rispettosa dell’ambiente e dei vostri vicini
• A richiesta con scambiatore di calore
• Nuova collezione Karelia: calore, innovazione e design
• Design innovativo con nuove dimensioni compatte e modulari
• Nuove lavorazioni di superfici della pietra ollare
• Innovazione tecnologica con possibilità di direzionamento del calore
• Possibilità di cucinare all’interno della camera di combustione

tuliklivi

Un prodotto d’eccellenza distribuito in Italia da Eurotrias

Le stufe Tulikivi sono distribuite da Eurotrias S.r.l. che opera nel settore dell’import-export ed è partner e distributore unico per l’Italia di alcuni grandi marchi, nel settore del riscaldamento, del benessere fisico e dell’arredo urbano. La società è stata fondata nel 1994 ed è composta da tre soci: Oskar Niedermair, Franz Chimetto e Paolo Da Damos.

Gli obiettivi aziendali
– Offrire prodotti all’avanguardia, caratterizzati da un’elevata qualità, che rispettino l’uomo e l’ambiente.
– Accompagnare la persona sia nella vita privata, che in quella pubblica, aiutandolo a vivere meglio. 
– Valutare continuamente il mercato per rilevare tendenze, necessità e richieste al loro nascere. 
– Ricercare prodotti sempre nuovi e aziende leader di settore. 

Ad Italia Legno Energia per incontrare operatori e consumatori

Tulikivi non poteva mancare a questo importante evento e vi aspetta ad Arezzo dal 22 al 24 marzo a Italia Legno Energia allo stand 146. Tutte le informazioni sul sito www.stufetulikivi.it
e sulla pagina facebook aziendale https://www.facebook.com/StufeTulikivi/

Elena Bergero
Responsabile ufficio comunicazione
Eurotrias Srl
Via Max Planck, 13
I-39100 Bolzano
e-mail: comunicazione@eurotrias.it
Tel.: +39 0471 20 16 16
Fax: +39 0471 20 16 89
http://www.eurotrias.it

Laboratorio ABC

Il Laboratorio ABC

Il Laboratorio Analisi BioCombustibili (Laboratorio ABC) del Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova

Si occupa dal 2010 dell’esecuzione di prove di analisi per la caratterizzazione dei biocombustibili solidi: cippato, pellet, bricchetti e legna da ardere.

Inizialmente lo standard di riferimento era la UNI EN 14961:2010. A partire dal 2014 le procedure di analisi sono state adeguate alla nuova serie di norme UNI EN ISO 17225:2014. Attualmente il Laboratorio ABC sta attraversando una fase di aggiornamento della propria struttura operativa e gestionale, avendo avviato la procedura per l’accreditamento delle prove secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

Il Laboratorio ABC è in grado di eseguire tutte le prove fisico-meccaniche richieste per la classificazione dei biocombustibili, quali: contenuto idrico, massa volumica, massa sterica, contenuto di ceneri, potere calorifico, dimensioni, granulometria, contenuto di particelle fini, durabilità e fusibilità delle ceneri, seguendo rigorosamente i protocolli descritti nelle norme in vigore al fine di garantire l’accuratezza dei risultati e la ripetibilità delle prove (Tabella 1). Il Laboratorio completa la serie di analisi richieste dalla normativa di riferimento con le analisi dei parametri chimici attraverso la collaborazione con un laboratorio chimico accreditato.

Tabella 1. Analisi fisico-meccaniche eseguite nel Laboratorio Analisi BioCombustibili del Dipartimento TESAF

Analisi Tipologia di combustibile Norma
Campionamento Legna da ardere, Cippato, Pellet e Bricchetti UNI EN – ISO 18135:2018
Contenuto idrico Legna da ardere, Cippato, Pellet e Bricchetti UNI EN ISO 18134-1: 2015
Contenuto di ceneri Legna da ardere, Cippato, Pellet e Bricchetti UNI EN ISO 18122: 2016
Potere calorifico Legna da ardere, Cippato, Pellet e Bricchetti UNI EN ISO 18125:2018
Massa sterica Legna da ardere, Cippato, Pellet e Bricchetti UNI EN ISO 17828: 2016
Massa volumica Legna da ardere Metodo interno
Classificazione dimensionale Legna da ardere UNI EN ISO 17225-5: 2014
Distribuzione granulometrica Cippato UNI EN ISO 17827-1:2016
Classificazione dimensionale Cippato UNI EN ISO 17225-4: 2014
Massa volumica Pellet e Bricchetti UNI EN ISO 18847:2017
Misura delle dimensioni Pellet UNI EN ISO 17829: 2016
Classificazione dimensionale Pellet UNI EN ISO 17225-2: 2014
Contenuto di particelle fini Pellet UNI EN ISO 18846:2017
Durabilità meccanica Pellet UNI EN ISO 17831-1: 2016
Classificazione dimensionale Bricchetti UNI EN ISO 17225-3: 2014
Durabilità meccanica Bricchetti UNI EN ISO 17831-2: 2016
Fusibilità delle ceneri Legna da ardere, Cippato, Pellet e Bricchetti e altri biocombustibili CEN/TS 15370-1:2006

Analizzati più di 1200 campioni di biocombustibili

A oggi, il Laboratorio ABC ha analizzato più di 1200 campioni di biocombustibili legnosi, erbacei e sottoprodotti delle lavorazioni agricole e forestali in genere. La provenienza territoriale dei campioni analizzati è prevalentemente nazionale, ma può essere annoverata anche una piccola rappresentanza di campioni di origine europea e internazionale (Sud America, Asia, Africa e Oceania).

ICT laboratory proficiency test per innalzare i propri standard

In un’ottica di continua elevazione dei propri standard, il Laboratorio ABC partecipa dal 2015 all’ICT laboratory proficiency test, una prova comparativa nella quale diversi laboratori europei effettuano analisi su campioni identici per valutare la qualità analitica dei vari laboratori. I risultati di questi Proficiency Testing sono poi certificati da appropriati certificati rilasciati dal laboratorio organizzatore in conformità alla norma di riferimento. Oltre alla caratterizzazione dei biocombustibili legnosi, il Laboratorio ABC svolge anche attività di supporto alla ricerca universitaria, di formazione e di consulenza alle aziende del settore, in un’ottica di studio e valorizzazione delle filiere locali.

La fusibilità delle ceneri

A partire dal 2018 il Laboratorio ABC, considerata la forte esigenza sia da parte di produttori di biocombustibili e dei costruttori di caldaie e stufe ma anche da parte degli utenti finali, ha aggiunto nella gamma di analisi che è in grado di offrire, l’analisi per la determinazione della fusibilità delle ceneri secondo la norma CEN/TS 15370. La metodologia per la determinazione della fusibilità delle ceneri è definita dalla norma UNI EN 15370-1:2006 – Biocombustibili solidi – Metodo per la determinazione della fusibilità delle ceneri.

Metodo delle temperature caratteristiche

La fusione delle ceneri residue di un processo di combustione di biomasse è caratterizzata da una serie di fasi in cui avviene il progressivo passaggio dallo stato solido allo stato fluido. Il cambiamento dello stato della materia è distinto in 4 fasi:

  • Fase SST (temperatura di restringimento delle ceneri). È la temperatura alla quale la sezione del provino cilindrico scende sotto al 95% dell’area originale del provino a 550 °C.
  • Fase DT (temperatura di deformazione delle ceneri). Questa è la temperatura alla quale si verificano i primi segni di arrotondamento dei bordi del provino a causa della fusione.
  • Fase HT (temperatura emisferica delle ceneri). Questa è la temperatura alla quale il provino forma un emisfero (cioè l’altezza diventa uguale alla metà del diametro della base del cilindro.
  • Fase FT (temperatura di fluidificazione delle ceneri). Questa è la temperatura alla quale le ceneri si distribuiscono su uno strato, la cui altezza è metà dell’altezza del cilindro nella fase HT.

Pur non essendo un parametro obbligatorio, ma solo un’informativa della norma UNI EN ISO 17225:2014, la fusibilità delle ceneri è un parametro fondamentale per tutto il processo di combustione.

La composizione delle ceneri

Durante la combustione delle biomasse, oltre alla produzione dei fumi (emissioni gassose), vi è anche la produzione di ceneri (emissioni solide). A seconda della tipologia di biomassa, le ceneri possono essere costituite da composti alcalini, metalli pesanti e altri elementi. La presenza di questi elementi influisce direttamente sulla gestione dell’impianto, in termini sia operativi che economici (costi di recupero e smaltimento). Uno dei problemi principali delle ceneri è la loro fusibilità, causata dalle elevate temperature che si raggiungono nella camera di combustione. Una volta raggiunta la temperatura di fusione le ceneri si deformano e fondono e, al raffreddamento del dispositivo, solidificano dando origine ad agglomerati che possono occludere la griglia, ostruire gli ingressi dell’aria all’interno della camera di combustione, provocare malfunzionamenti nei dispositivi adibiti all’evacuazione delle ceneri e occludere la canna fumaria.

L’agglomerazione delle ceneri risulta più marcata quando la biomassa presenta elevate concentrazioni di potassio (K), silicio (Si) sodio (Na) e cloro (Cl), unito a basse percentuali di calcio (Ca) e magnesio (Mg). A temperature elevate, il cloruro nella biomassa è convertito in gas clorurati e cloruri alcalini (ad esempio KCl e NaCl) che portano alla formazione di scorie e incrostazioni nella camera di combustione. Infatti, a presenza di cloruri alcalini abbassa la temperatura di fusione delle ceneri a valori compresi tra i 700-800 °C.

Tipicamente i biocombustibili di origine erbacea (per esempio paglia, lolla di riso) presentano un basso punto di fusibilità poiché ricchi di potassio e silicio, al contrario i biocombustibili legnosi che registrano ceneri con punti di fusibilità superiori a 1200 °C.

La prevenzione di fenomeni di aggolomerazione

La determinazione della fusibilità delle ceneri dei diversi biocombustibili, correlata alla composizione chimica e a tutti i parametri fisico-meccanici, diventa di cruciale importanza per poter prevenire i fenomeni di agglomerazione delle ceneri. Si consiglia dunque un controllo periodico delle caratteristiche prestazionali dei biocombustibili impiegati per verificare se questi possono essere impiegati in determinate tipologie di impianti e per valutare se l’idoneità degli impianti alla combustione di tali prodotti.

Autore: Prof. Raffaele Cavalli – Direttore Dip. TESAF – Università degli studi di Padova

RisorsaLegno

Risorsa Legno: che cos’è e perchè è importante esserci

L’importanza del binomio Legno – Energia

RisorsaLegno è una società consortile senza scopo di lucro, costituita il 1° febbraio 2018, il cui obiettivo è far conoscere al Paese e all’opinione pubblica il valore e l’importanza del settore legno-energia per promuoverne la crescita. Si rivolge a tutti gli operatori, le aziende, le associazioni interessate alla crescita dell’energia che nasce dal legno.

Gli obiettivi

RisorsaLegno si propone di dare voce a tutti i protagonisti della più importante fonte di energia rinnovabile: quella da biomasse legnose e realizzare un progetto di comunicazione di ampio respiro che porti questo settore a conquistare nuovi spazi di consenso, tutela e sviluppo. RisorsaLegno opera in collaborazione e al servizio di tutte le realtà del settore, dalle associazioni alle imprese ai professionisti, e coinvolge tutti i punti della filiera. Per un progetto che dia più forza a tutti, nell’interesse di tutti.

Le ragioni

RisorsaLegno rappresenta:

  • la categoria del legno come la più importante fonte di energia rinnovabile;
  • un settore che costituisce una ricchezza per l’occupazione e il benessere del paese;
  • pratiche fondamentali per la tutela del patrimonio forestale italiano;
  • la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane;
  • le aziende ai vertici per innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo nel settore del riscaldamento a biomassa.

RisorsaLegno  vuole:

  • che l’Italia conosca il settore del riscaldamento a biomassa;
  • che tutti, dal consumatore al legislatore, siano consapevoli dell’importanza del lavoro di questo settore;
  • che il settore continui a crescere e ad innovarsi.

Tutto questo non solo è possibile, è necessario, e si potrà realizzare soltanto con la più ampia partecipazione al progetto di tutti i soggetti coinvolti.

Far parte di RisorsaLegno significa essere protagonisti del proprio business e di un cambiamento culturale. Le aziende che hanno già aderito a RisorsaLegno:

AMG
Apros
Atech
Caminetti Montegrappa
Carbotermo
Cerampiù
Ceza
De Marinis
Eurotrias
Gruppo Edilkamin
Gruppo La Nordica – Extraflame
Gruppo Palazzetti
L.C.S. Linee Ceramiche Speciali
Lincar
Linx
MCZ Group
Metal
Piemmeti
Ravelli – Elledi
Ronchiato Gino & C. S.
Save
Schott Robax
Serpentino e Graniti
Sitta
T.A. Energia
Ungaro
Unionsped
Windhager Italy

Per ulteriori informazioni collegatevi al sito www.risorsalegno.it o scrivete a segreteria@risorsalegno.it
Tel. +39 049 8753730

Le aziende di RisorsaLegno vi aspettano a ItaliaLegnoEnergia dal 22 al 24 febbraio 2019 Fiera di Arezzo.

Italia Legno Energia

Italia Legno Energia: 10 buoni motivi per non mancare

1. Il know-how e l’esperienza dello staff di Progetto Fuoco

Italia Legno Energia è un evento promosso da Progetto Fuoco, e curato in tutto e per tutto dallo stesso staff che ha portato al grande successo della biennale di Verona sul riscaldamento a biomassa. Per questo l’appuntamento dedicato alla filiera energetica “dal bosco al camino” alla Fiera di Arezzo dal 22 al 24 marzo 2019, è una garanzia di efficacia e serietà.

2. Italia Legno Energia: una proposta espositiva completa e di alto profilo

Italia Legno Energia è l’unica manifestazione in Italia dedicata alle macchine e alle attrezzature per la produzione e il pretrattamento dei biocombustibili legnosi. Dalla legna, al cippato, al pellet, fino alle soluzioni tecnologiche più moderne e innovative per riscaldamento domestico, civile, industriale e la minicogenerazione: tutto questo e molto altro in un unico contenitore. Un appuntamento imperdibile per tutti gli addetti del settore.

3. La diffusione del consenso verso i benefici delle energie prodotte dalla biomassa

La manifestazione è un volano comunicativo per sensibilizzare la politica e i cittadini sui vantaggi dell’utilizzo di energia da biomassa. Il risparmio: abbandonare le fonti fossili a vantaggio della biomassa legnosa è la scelta più efficace per abbassare i costi energetici aziendali. la sostenibilità’: l’energia prodotta dal legno è pulita e sicura. Incentivi: scegliendo l’energia rinnovabile del legno è possibile accedere agli incentivi del Conto Termico stanziati dal Governo.

4. Una campagna di comunicazione a livello nazionale

Per Italia Legno Energia abbiamo predisposto un’azione di comunicazione imponente e mirata. Promozione su riviste tecniche di settore, quotidiani e radio tv, comunicazione dedicata in modo specifico agli addetti ai lavori, inviti diretti a comunità locali, associazioni, scuole. Saremo presenti alle principali fiere di settore.  A tutto questo uniremo attività editoriale, redazionale e stampa, attività web e social.

5. La partnership con AIEL

AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, così come per Progetto Fuoco, sarà il partner tecnico di Italia Legno Energia. AIEL da sempre promuove il settore del riscaldamento a biomassa con un approccio di filiera. Si tratta di una condizione imprescindibile per costruire un solido futuro per tutto il settore: dalla gestione forestale sostenibile alle più performanti tecnologie di conversione energetica. Sarà AIEL a coordinare le attività convegnistiche e formative di Italia Legno Energia.

6. L’appuntamento fieristico italiano di settore del 2019

Con l’organizzazione negli anni pari di Progetto Fuoco, la più importante fiera al mondo nel settore del riscaldamento attraverso le biomasse, Italia Legno Energia ad Arezzo negli anni dispari e PF Tecnologie a Bari, Piemmeti completa la propria offerta fieristica proponendosi come driver di promozione di riferimento per lo sviluppo del settore.

7. Contatti mirati e qualificati

Le azioni mirate all’incoming di visitatori qualificati è targetizzata su specifiche categorie di interesse per il settore. Gli agriturismi (20.000 in Italia, 40% in Toscana ed Umbria) e le imprese agricole; le coltivazioni in serra e i grandi vivai (ci sono oltre 10.000 ettari di coltivazioni protette nella sola in Italia Centrale), le attività commerciali, turistiche ed alberghiere dell’Italia centrale, gli installatori-manutentori di impianti a biomasse e i progettisti di edifici e impianti. Tutti operatori potenzialmente interessati al risparmio energetico e all’uso efficiente e moderno del legno come fonte di energia rinnovabile saranno oggetto di una promozione mirata.

8. Una vetrina a disposizione del consumatore finale

Per sensibilizzare sempre più il consumatore ad uno stile di vita ecocompatibile, un evento fieristico come Italia Legno Energia non può esimersi dal coinvolgere anche il grande pubblico. A questo scopo viene realizzata un’importante azione pubblicitaria di affissioni e comunicazione sui quotidiani e le radio-tv dell’Italia Centrale.

9. Il miglior rapporto costo-contatto

A garanzia di un rapporto costo-contatto davvero vantaggioso, Italia Legno Energia mantiene una politica di tariffe di partecipazione calmierate. Il quartiere fieristico di Arezzo si distingue per la disponibilità di strutture nuovissime e all’avanguardia per le tecnologie e i servizi a servizio dell’espositore. Con 28.000 mq di area espositiva suddivisa in 6 padiglioni, disponibilità di parcheggi, bar e ristoranti e un centro congressi rinnovato, il quartiere fieristico di Arezzo è uno dei più importanti poli fieristici del Centro Italia.

10. Un territorio senza uguali

Arezzo, situata nel cuore dell’Italia, gode di una posizione strategica nella rete del traffico stradale e ferroviario.  Inoltre, vanta un patrimonio artistico e naturale di rara bellezza: gli affreschi di Piero della Francesca, le pievi romaniche, i musei ed i palazzi signorili. Ed ancora, nelle vallate che la circondano, parchi naturali, castelli medioevali, cittadine di origine etrusca, sono i tesori da scoprire nel territorio aretino. L’Italia centrale è un territorio ricco di boschi e foreste. In un panorama ricco di eventi e manifestazioni, mancava un evento fieristico che valorizzasse la più diffusa e conosciuta fonte rinnovabile di energia: la legna. In un’area dove le Pubbliche Amministrazioni e le Associazioni di Categoria stanno incentivando l’uso energetico della legna attraverso moderne tecnologie non poteva mancare un evento di riferimento per far incontrare domanda ed offerta.

Aria Pulita

Aria Pulita: una scelta per il consumatore e per l’ambiente

Uno sforzo per migliorare la qualità dell’aria

Tecnologie sostenibili per aumentare la qualità dei sistemi di riscaldamento a biomassa

Le aziende produttrici di apparecchi domestici e caldaie stanno compiendo un grande sforzo nello sviluppo di tecnologie sostenibili per la qualità dell’aria. La certificazione Aria Pulita diventa una possibilità in più per offrire un’oggettiva distinzione qualitativa dei sistemi di riscaldamento. Verificandone l’idoneità ed assicurando specifiche prestazioni si contengono le emissioni atmosferiche. Si tratta dell’elemento chiave che ancora mancava nel percorso di miglioramento intrapreso dalle aziende del settore.

Uno schema di certificazione volontaria

Questa è la motivazione che ha condotto AIEL a creare lo schema di certificazione volontario Aria Pulita™. Sarà necessario sia a qualificare il settore, sia a quantificare in modo tangibile il contribuito che la combustione domestica delle biomasse può dare al miglioramento della qualità dell’aria. Il progetto di AIEL fonda le sue basi nella volontà di assicurare ai consumatori la possibilità di scegliere sistemi di riscaldamento affidabili in termini di emissioni di particolato. In questo modo si da anche un segnale alle istituzioni regionali e locali circa l’impegno dei costruttori nel mettere in commercio generatori caratterizzati da elevati standard qualitativi.

Cos’è Aria Pulita

Aria Pulita™ è uno schema di certificazione volontaria di parte seconda che si applica ad apparecchi domestici a legna e pellet e alle caldaie a biomassa fino a 35 kW di potenza.

  • È una certificazione di prodotto. Attesta cioè che un prodotto è stato sottoposto ai controlli necessari per verificarne la conformità rispetto a due principali requisiti: le emissioni e il rendimento;
  • È una certificazione volontaria. Si intende cioè che l’adesione ad Aria Pulita™ è prerogativa volontaria delle aziende che producono tali generatori di calore e delle aziende che li commercializzano apponendovi il proprio marchio
  • È una certificazione di parte seconda, è previsto cioè che siano degli organi di gestione indipendenti, esterni ai rapporti che intercorrono tra le organizzazioni interessate alla certificazione e i clienti finali, che operano al fine di assicurare alla collettività e al mercato la conformità ai requisiti descritti nello standard. In particolare la certificazione è emessa dal Comitato di Certificazione, composto da ENAMA, ENEA, LEGAMBIENTE e ADICONSUM, ovvero soggetti fortemente interessati e coinvolti negli ambiti della tutela ambientale, della qualità dell’aria e della salvaguardia dei consumatori a garanzia della loro serietà e imparzialità nel ricoprire il ruolo a cui sono chiamati. Il Comitato di Certificazione, coordinato da AIEL, delibera in merito alla qualità del prodotto oggetto di certificazione assumendosi la responsabilità nei confronti della collettività e dei consumatori finali.

Aria Pulita™, quindi, non è un’autodichiarazione, bensì una certificazione strutturata in organi di gestione e di controllo severo e imparziale dei prodotti e dei certificati emessi, e che nasce per contribuire a migliorare la qualità dell’aria, la salute e l’ambiente, basandosi su questi tre capisaldi: Trasparenza, Oggettività, Chiarezza.

Le stelle di Aria Pulita

La qualità dei prodotti è valutata sulla base dei livelli prestazionali espressi in termini rendimento (η) e di emissioni di particolato primario (PP), di composti organici totali (OGT), di ossido di azoto (NOx) di monossido di carbonio (CO). Coerentemente con i valori di questi livelli prestazionali, Aria Pulita™ attribuisce a ciascun generatore di calore certificato una classe di qualità identificata mediante un numero crescente di «stelle» variabile fino a un massimo di 4. Più sono le stelle, maggiore è il rendimento termico e minori sono i livelli emissivi. Infine, per ottenere l’attestato di certificazione Aria Pulita™, deve essere verificata l’appartenenza del prodotto a una classe non inferiore a 2 stelle. Infatti, nell’ottica di certificare prodotti di elevata qualità, Aria Pulita™ non concede l’ottenimento della certificazione se le prestazioni corrispondono alla prima classe di certificazione (a 1 stella).

Aria Pulita

Aria Pulita

Obiettivi della certificazione

Gli obiettivi di Aria Pulita™ sono:

  • favorire la trasparenza del mercato. Questo consentirà alle aziende di intraprendere un percorso di qualità e garantendo al consumatore di avere la consapevolezza di cosa sta acquistando.
  • Certificare l’impegno delle aziende costruttrici nell’innovazione tecnologica per mettere in commercio generatori di calore che garantiscano standard qualitativi elevati.
  • Aumentare nel futuro la qualità delle prestazioni degli apparecchi, per contribuire a migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente che ci circonda.

Come riconoscere un generatore certificato?

Su ogni generatore certificato è applicata l’etichetta identificativa di Aria Pulita™. In questo modo tutte le informazioni che definiscono il prodotto in termini di emissioni e rendimento saranno facilmente accessibili:

  • Le stelle indicano l’appartenenza alla classe di certificazione. Stufe e inserti a 4 stelle, sia a legna sia a pellet, garantiscono che le emissioni di polveri sono ridotte del 70% rispetto agli apparecchi a una sola stella.
  • Il QR code rimanda alla pagina del sito ufficiale certificazioneariapulita.it che elenca tutti i prodotti certificati.
  • Il numero di certificazione individua in modo univoco il prodotto nell’ambito della certificazione.

Perché scegliere Aria Pulita

Per le aziende costruttrici. Il principale punto di forza di Aria Pulita™ consiste nel non essere un’autodichiarazione, bensì una certificazione. Nel caso di un’autodichiarazione è l’azienda che applica direttamente un marchio di qualità e il consumatore deve fidarsi del rigore dell’impresa e dei parametri che impiega, non essendoci uno standard codificato di riferimento. Nella certificazione, viceversa, c’è l’adesione dell’azienda a uno standard. L’obiettivo ultimo della certificazione, quindi, è di infondere fiducia a tutte le parti coinvolte.

L’organismo certificatore

In questo caso, la credibilità dell’organismo che produce lo standard e la validità delle procedure adottate per stilarlo sono determinanti. Infatti, il valore della certificazione si misura sulla credibilità di una valutazione imparziale e competente, effettuata da un organismo indipendente. Visto lo stretto rapporto con l’utilizzatore finale, è il rivenditore a ricoprire questo ruolo. Si tratta di un passaggio fondamentale nella diffusione della conoscenza della certificazione Aria Pulita e nella comunicazione dei suoi vantaggi.

Una scelta diversa per i consumatori

Acquistare una stufa o un inserto Aria Pulita™ per il consumatore finale significa:

  • Scegliere un prodotto di qualità comprovata. Questo garantisce precisi livelli di emissioni e di rendimento. L’obiettivo è la salvaguardia della qualità dell’aria e il risparmio. A una maggiore efficienza degli apparecchi, corrisponde la riduzione dei consumi di biocombustibile legnoso (legna da ardere e pellet).
  • Accedere ai meccanismi incentivanti come il Conto Termico 2.0 e le detrazioni fiscali. Questo consentirà di risparmiare sull’investimento iniziale e danno un contributo importante per abbandonare sistemi di riscaldamento obsoleti e alimentati con le costose fonti fossili.
  • Affidare il comfort della propria casa e della propria famiglia al calore prodotto da una fonte di energia rinnovabile.
  • Garantirsi la sicurezza e l’affidabilità di funzionamento e bassi livelli di emissione di particolato nell’aria che solo un prodotto dotato di elevata tecnologia può avere.

Un trampolino per il miglioramento

Aria Pulita™ può a tutti gli effetti essere inserita nella categoria delle certificazioni ambientali che, spesso, costituiscono un trampolino per il miglioramento delle performance ambientali, gestionali e anche economiche delle imprese. Un elemento determinante nel cammino delle aziende verso la qualità intesa in senso più ampio, portando con sé vantaggi nei migliori rapporti con i consumatori, il territorio, la società e le pubbliche amministrazioni sia locali sia nazionali, acuendo l’attenzione alle richieste dei clienti, migliorando la reputazione e rafforzando la spinta all’innovazione, cuore della sostenibilità e della green economy.

#perunariapulita è l’hashtag ufficiale di Aria Pulita che verrà diffuso su tutti i mezzi di comunicazione di Italia Legno Energia, in programma alla Fiera di Arezzo dal 22 al 24 marzo 2019.

riscaldamento a biomassa

Italia Legno Energia, il punto sul riscaldamento a biomassa con i player del settore

Riscaldamento a biomassa: un mercato in salute

Un fatturato di 5 miliardi di euro

Attualmente 3,6 milioni di famiglie usano la biomassa legnosa per riscaldare la propria abitazione, come fonte di riscaldamento unica o prevalente. Con 14mila imprese attive sul territorio per un fatturato di 5 miliardi di euro, il mercato italiano è in salute, ben strutturato – da Nord a Sud – e ormai in grado di garantire prestazioni sempre più performanti e emissioni sempre più basse, con punte d’eccellenza sul fronte del design. Ma per superare la cattiva informazione che ancora oggi pesa sul comparto occorre una distribuzione tecnicamente più preparata.

Formazione, informazione e miglioramento tecnologico sono gli asset strategici su cui si muove il settore del riscaldamento a biomassa. Italia Legno Energia, organizzata da Piemmeti Spa alla Fiera di Arezzo, 22-24 marzo febbraio 2019, sarà l’occasione per riflettere sulle opportunità e gli sviluppi del comparto, che conta oltre 72mila impiegati (di cui 43mila diretti e 29mila legati all’indotto). Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni dei principali produttori italiani per fare il punto su questo mercato che, se da un lato vede sempre più consumatori scegliere stufe e caminetti a biomassa, dall’altro soffre ancora di una distribuzione a macchia di leopardo, fatta di rivenditori evoluti e preparati ma anche di addetti ‘riciclati’ o improvvisati.

La parola ai player del settore

La formazione dei rivenditori

Tutto ciò si inserisce in una rete che comunque è in salute e ampiamente diffusa anche al Sud Italia. Giovanni Scarlini, amministratore di AICO (in seno i due marchi Ravelli ed Elledi) – fa notare che “in molte regioni del Meridione, la stufa a pellet diventa l’elemento più facile da far funzionare al posto di un riscaldamento. E comunque al Sud, soprattutto nelle regioni appenniniche, ci sono molte case distaccate che hanno la possibilità di bruciare le biomasse. Si tratta di un’energia 100% rinnovabile, ma per diventare davvero un settore trainante, occorre agire su due piani. Sensibilizzare i clienti, per spingerli ad acquistare la stufa giusta e a fare la corretta manutenzione. Lavorare sulla formazione e la selezione dei rivenditori per ottenere i migliori risultati possibili sul fronte della promozione e delle vendite”. A questo pensiero fa eco quello dell’amministratore del Gruppo PalazzettiMarco Palazzetti: “Serve una distribuzione tecnicamente più informata perché oggi, accanto ai centri di eccellenza che fanno consulenza energetica per l’acquisto, c’è ancora chi ti dice di comprare una stufa solo perché è buona, vendendoti un prodotto che nel frattempo è cambiato da quattro generazioni”.

Risorsa Legno

Un’utile risposta in tal senso arriva da Risorsa Legno, “un progetto determinato a mettere ordine – spiega Gianni Ragusa, amministratore delegato de La Nordica Extraflame – che per la prima volta in assoluto racchiude tutti gli operatori della filiera completa (produttori di apparecchi domestici, di caldaie, produttori di combustibile) per una corretta comunicazione del settore”. Nata dalla volontà di un Comitato promotore (composto da aziende del comparto dell’energia generata dal legno, tra cui Piemmeti Spa), questa alleanza senza scopo di lucro punta infatti a far conoscere al Paese e all’opinione pubblica il valore e l’importanza del settore attraverso una grande campagna di comunicazione. “L’attenzione che si respira verso il nostro comparto è finalmente seria – dice fiducioso Andrea Ferraro, direttore generale di AMG S.p.A. ma va rafforzata attraverso una comunicazione a tutti i livelli. Ogni soggetto coinvolto nella filiera è ugualmente responsabile e deve dare il proprio contributo nel pieno rispetto delle regole, affinché il consumatore non cerchi scorciatoie e scelga di stare dalla parte delle certificazioni”.

Un mercato esigente

E se è assodato che oggi, come concordano tutti, il cliente finale richiede informazioni molto più approfondite rispetto al passato, è altrettanto certo che il mercato è ormai maturo e pronto per rispondere ad una domanda selettiva, che si aspetta macchine meno inquinanti ed economicamente più performanti. Senza tralasciare l’aspetto legato al design e all’evoluzione dell’offerta, come precisa Walter Breda, amministratore delegato di Mcz Group: “Il cliente si sta orientando sempre più su prodotti non solo performanti e funzionali, ma anche evoluti e belli da vedere. La stufa non è uno strumento per riscaldare, ma sempre più un oggetto da integrare esteticamente nelle nostre case e in grado di scaldare tre ambienti anche non comunicanti o alimentare l’impianto di termosifoni già esistente. Può inoltre essere gestita direttamente dal proprio smartphone dentro e fuori le mura domestiche e può avere dei sistemi di pulizia automatici che riducono drasticamente la manutenzione ordinaria”.

Cosa cerca il cliente

“I clienti odierni – chiarisce l’amministratore unico di Edilkamin, Stefano Borsatti – si dividono in due grandi categorie: quelli che cercano un generatore di calore che contribuisca significativamente all’economia domestica, trovando nella stufa a pellet la migliore risposta; e quelli che non solo vogliono trarre benefici economici da questa soluzione, ma che hanno da sempre considerato il focolare come un’unica e insostituibile fonte di benessere e forma di arredo. Tutti però vogliono ottenere la massima resa con la minima spesa”. Intento che oggi più che mai caratterizza il moderno mondo del riscaldamento a biomassa che concilia “risparmio, comodità e tecnologia”, sintetizza ancora Ferraro. “Il mercato ultimamente – continua Ragusa – si sta dimostrando più interessante. Ciò è dovuto anche al sistema incentivante, mi riferisco ad esempio al Conto Termico, sta pagando molto più di prima. Poi certamente lo sviluppo delle nuove apparecchiature, dei nuovi generatori stanno incentivando gli acquisti”.

Quando l’innovazione tecnologica premia

E’ quindi più premiante per le aziende “sviluppare nuove tecnologie – aggiunge Borsatti – attenzionando i temi ambientali e le recenti normative rigorose ad essi legati. Noi ci stiamo adoperando per rispondere a questa esigenza. Ricordo che il nostro settore entra a pieno titolo nell’ambito delle energie rinnovabili previste dalla Comunità Europea e che le quote attuali e future previste, per il nostro Paese, potranno essere raggiunte esclusivamente attraverso una necessaria implementazione dei nostri prodotti. Non vi è alternativa”. Oggi, ad esempio, ammontano a 25 milioni le tonnellate di CO2 risparmiate annualmente in Italia grazie alla sostituzione delle fonti fossili con le biomasse legnose.

Un passo verso la decarbonizzazione con il riscaldamento domestico a biomassa

Quello del riscaldamento domestico a biomassa, precisa Marco Palazzetti “rappresenta, a livello nazionale ed europeo un passo importante nella direzione dell’indipendenza dalle energie fossili che l’Europa si è posta come obiettivo, parimenti alla decarbonizzazione del settore del riscaldamento. Lo dico perché il processo di decarbonizzazione che l’Europa e quasi tutto il mondo ha firmato a Parigi sottintende l’investimento di tutte le forme energetiche che sono elettricità, trasporto e riscaldamento. In quest’ultimo settore noi abbiamo un ruolo molto importante, soprattutto sul fronte domestico perché noi siamo il modello di microgenerazione distribuita”.

Un modello che segue lo stesso principio del fotovoltaico sui tetti delle case: “Quest’ultima – precisa Palazzetti – è una forma di produzione distribuita di energia elettrica a livello di singole abitazioni. Esiste un equivalente per il combustibile dell’automobile? No. Esiste invece l’equivalente per il riscaldamento a fonti rinnovabili: siamo noi”. “La gente non sa che i prodotti di nuova generazione emettono fino a dieci volte in meno rispetto a prodotti tecnologicamente datati. Sto pensando ad esempio al vecchio camino aperto. Il solo turnover tecnologico potrebbe rappresentare una soluzione concreta al problema polveri: il mondo dell’auto insegna” – puntualizza Walter Breda .

Manutenzione, combustibile di qualità e corretta pulizia sono indispensabili

100% green quindi ma che necessita di manutenzione, di una corretta pulizia degli impianti e di combustibile di qualità, a partire dal pellet certificato. “Spesso il cliente – dice Scarlini – è convinto di poter fare una manutenzione annuale come avviene per le caldaie a gas. Invece, quando si lavora con la biomassa, bisogna avere molta più cura, soprattutto per le canne fumarie”. Parla invece di installazioni piratesche Borsatti, che raccomanda di evitarle. Sono dannose per l’ambiente e le proprie finanze.  Anche l’utilizzo della stufa per bruciare materiali più disparati non va bene. Si può incorrere in guasti irreparabili e rese molto basse con una notevole incidenza sui costi di gestione”.

Un bosco ben gestito

Senza dimenticare, aggiunge ancora Breda, “che una corretta manutenzione del bosco fa il bene del bosco stesso. Fa bene all’ambiente, crea posti di lavoro e ulteriore ricchezza per il nostro territorio”. La produzione di biocombustibili legnosi, secondo i dati di AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali, ha infatti mediamente una ricaduta occupazionale pari a 8,3 unità lavorative per milione di euro fatturato (contro le 0,5 per i derivati dalla raffinazione del petrolio) e la stessa incidenza del valore aggiunto della produzione di biocombustibili legnosi è 7 volte superiore rispetto a quella della produzione di petrolio. Un ettaro di bosco gestito genera in 300 anni un risparmio di CO2. Parliamo di dieci volte il risparmio ottenibile da una foresta “abbandonata”, grazie al suo uso come materiale da costruzione e come biocombustibile.

Cresce la coscienza ecologica

Per fortuna, dicono all’unanimità i player interpellati, sta crescendo la coscienza ecologica, il rispetto dei limiti posti dalle recenti normative e l’attenzione nella scelta dei prodotti e dei combustibili. Un atteggiamento positivo e diffuso che sembra avvicinare l’Italia ai modelli delle società nordiche, che storicamente e tradizionalmente incentivano l’utilizzo delle biomasse nel pieno rispetto dell’ambiente. E’ proprio quest’ultimo messaggio che sta a cuore a tutti gli attori di filiera: considerare la biomassa come qualcosa che inquina, spesso legata al mondo dei motori diesel e all’inquinamento delle città, è una convinzione errata e soprattutto dettata da un’informazione carente, confusa e comunque distorta. Il riscaldamento a biomasse ha colto da tempo la sfida della qualità dell’aria “mettendoci la faccia – conclude Palazzetti – anzi l’etichetta sopra, quella di AriaPulita”, la certificazione volontaria promossa da AIEL che contribuisce alla trasparenza del mercato, garantendo al consumatore la consapevolezza di cosa sta acquistando.

pellet

Riscaldare una casa di 100 m² con il pellet. Quanto costa? Quanto risparmio?

All’Italia il primato per il consumo di pellet

In Italia il pellet è molto usato nel riscaldamento domestico, più comunemente di quanto si pensi. Lo dicono i dati relativi al consumo nazionale che pongono il nostro Paese al primo posto in Europa per consumo di pellet nel settore residenziale, primato che l’Italia ha ormai da molti anni. Anche i consumi sono stati in tendenziale crescita in questi ultimi anni a dimostrazione della progressiva affermazione dell’uso di questo biocombustibile legnoso tra gli utilizzatori domestici. I motivi del successo del pellet sono riconducibili alla semplicità di impiego; infatti è possibile utilizzare un biocombustibile economico e contemporaneamente caratterizzato da elevato potere calorifico in sistemi di riscaldamento completamente automatici.

Ma cos’è il pellet?

Il pellet è un biocombustibile, usato prevalentemente per il riscaldamento, formato da piccoli cilindri di legno vergine pressato, con diametro di 6 mm e lunghezza variabile tra i 5 e i 40 mm. È prodotto attraverso un processo industriale che prevede essiccazione della segatura (scarto di lavorazione del legno) e il relativo compattamento per ottenere un prodotto che garantisce bassi tassi di umidità e di ceneri; grazie a questa lavorazione il pellet ha un contenuto energetico molto alto e a parità di volume produce molto più calore rispetto alla classica legna da ardere.

Un processo produttivo pulito

E’ importante sottolineare come il processo produttivo per ottenere il pellet non prevede assolutamente l’uso di colle o sostanze chimiche: durante l’operazione della pressatura, infatti, grazie alle elevate temperature raggiunte è la lignina, naturale componente del legno, che “si fonde” e funge da collante naturale per la segatura. Anche la normativa in vigore è molto chiara sul punto: secondo il dlgs 152/2006 per poter essere venduto il pellet deve essere prodotto con materia prima (segatura e trucioli) assolutamente vergine e non trattata chimicamente, né con vernici né con collanti.

Come riconoscere la qualità

Quando arriva il momento di acquistare il pellet per il riscaldamento della propria casa è importante saper riconoscere un prodotto di qualità e nel caso del pellet, non essendoci differenze facilmente riconoscibili “a occhio” nel prodotto, la differenza la fa il marchio di qualità ENplus. ENplus è la certificazione internazionale del pellet a garanzia che il prodotto sia controllato lungo tutta la filiera, dalla materia prima alla consegna, e che sia qualitativamente uguale (dal punto di vista chimico, fisico ed energetico) a prescindere dal Paese di provenienza. La certificazione ENplus prevede una classificazione di classi di qualità: A1 (la migliore), A2 e B.

Perché scegliere ENplus

Per la buona qualità dell’aria.

Scegliere pellet certificato ENplus per riscaldare la propria casa significa affidarsi a una fonte energetica che consente di emettere fino a 10 volte meno CO2 rispetto alle fonti fossili tradizionali e che riduce le emissioni di polveri sottili fino a 4 volte rispetto alle polveri emesse da stufe o caldaie che usano pellet non certificato.

Per risparmiare sul riscaldamento.

Il pellet per il riscaldamento domestico può essere utilizzato in una stufa, per il riscaldamento di una o più stanze di casa, o in una caldaia per il riscaldamento di tutta l’abitazione o anche di un intero condominio.

Quanto costa?

Per riscaldare una casa di 100 m² sono necessari, nell’arco di un anno, circa 12 MWh di energia (fonte: stime AIEL). Secondo le rilevazioni sui prezzi dei biocombustibili legnosi che AIEL svolge trimestralmente, per produrre 1 MWh di energia con il pellet il costo è pari a 65 euro (grafico 3).

Caldaia a pellet

Se si sceglie di riscaldare questi 100 m² con una caldaia a pellet ENplus, il costo per l’acquisto del biocombustibile rinnovabile è di 780 € per tutto l’inverno! Ciò consente un risparmio del 13% rispetto al metano, del 51% rispetto al gasolio, del 72% rispetto al gpl.

Tabella 1 – Costi di riscaldamento di una caldaia per 100 m²: confronto tra pellet, metano, gasolio, gpl

Tipo di caldaia Costo di riscaldamento Risparmio grazie al pellet
euro %
Caldaia a pellet 780 €
Caldaia a metano 900 € 120 € 13%
Caldaia a gasolio 1.584 € 804 € 51%
Caldaia a gpl 2.796 € 2.016 € 72%

Stufa a pellet

Se si sceglie, invece, di integrare l’impianto di riscaldamento esistente (a metano, gasolio o gpl) con una stufa a pellet a integrazione della caldaia esistente, e supponendo che la stufa contribuisca per il 50% al riscaldamento dell’abitazione, il costo per l’acquisto del biocombustibile legnoso diventa pari a 390 euro, valore che va a sommarsi al costo del combustibile necessario per l’alimentazione della caldaia: 450 euro nel caso del metano, 792 euro nel caso del gasolio e 1.398 euro nel caso del gpl. L’integrazione al 50% di una stufa a pellet con l’impianto di riscaldamento esistente a fonte fossile permette un risparmio del 6% sul riscaldamento totalmente a metano, del 25% sul riscaldamento totalmente a gasolio e del 36% sul riscaldamento totalmente a gpl.

Tabella 2 – Costi di riscaldamento per 100 m² di una stufa a pellet che integra metano, gasolio, gpl

Tipo di caldaia Costo pellet (stufa) Costo combustibile fossile (caldaia) Costo totale
di riscaldamento
Risparmio grazie al pellet
euro %
Stufa a pellet + caldaia a metano 390 € 450 € 804 € 60 € 7%
Stufa a pellet + caldaia a gasolio 390 € 792 € 1.182 € 402 € 25%
Stufa a pellet + caldaia a gpl 390 € 1.398 € 1.788 € 1.008 € 36%

Incentivi per acquistare una stufa a pellet

Il risparmio sulla bolletta energetica grazie al pellet quindi non è male, considerando che esistono delle agevolazioni all’acquisto di una stufa alimentata con questo biocombustibile legnoso: le detrazioni fiscali oppure il Conto Termico 2.0. Il Conto Termico è un incentivo statale che promuove gli interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. In particolare per quanto riguarda il settore delle biomasse legnose il Conto Termico incentiva la sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con moderni generatori a biomassa legnosa (tra cui anche le stufe a pellet) prevedendo una maggiorazione dell’incentivo quanto migliori sono le performance emissive del nuovo generatore. L’incentivo del Conto Termico può arrivare a coprire fino al 65% dell’investimento necessario a sostituire una stufa obsoleta con una tecnologica e di moderna concezione e viene erogato tramite bonifico bancario.

Pellet sfuso ENplus consegnato in autobotte

Nel caso in cui la scelta del sistema di riscaldamento domestico ricada su una caldaia automatica a pellet, è interessante sapere che questo biocombustibile legnoso è commercializzato non solo in sacchi da 15 kg, ma anche tramite autobotte, il cui impiego si presta nel caso in cui si abbia bisogno di grossi rifornimenti, per alimentare un deposito di biocombustibile al servizio di una caldaia che riscalda un’abitazione o anche un intero condominio. Come nel caso di gasolio e gpl, anche il pellet certificato ENplus può essere distribuito in autobotte con una sola precisazione: anche l’autobotte deve essere certificata ENplus! In questo modo si estende la garanzia ENplus anche al mezzo di trasporto del prodotto certificato, che avrà quindi le stesse caratteristiche del pellet distribuito in sacchi da 15 kg.

Autobotti certificate

L’autobotte certificata è adibita esclusivamente alla consegna del pellet sfuso ENplus e ha caratteristiche tecniche che garantiscono di mantenere inalterata la qualità del pellet durante il trasporto e lo scarico nel deposito, e di determinare in modo preciso la quantità di pellet scaricato. Inoltre il conducente dell’autobotte non è un semplice autista ma un vero e proprio professionista qualificato che ha seguito un corso di formazione specifico organizzato da AIEL e accreditato dal sistema ENplus.

Le regole di trasporto

Il trasporto e la fornitura di pellet sfuso ENplus con autobotte certificata prevedono procedure e regole precise. Il conducente ENplus deve:

  • assicurarsi che la caldaia sia spenta
  • ispezionare il locale di stoccaggio prima di scaricare verificando che siano rispettati i requisiti di sicurezza
  • prelevare a ogni consegna un campione di pellet che il proprietario dell’impianto è tenuto a conservare
  • rilasciare a fine rifornimento al proprietario dell’impianto due documenti cartacei: scontrino e checklist compilata

In questo modo con il rifornimento a domicilio di pellet sfuso ENplus si ha la garanzia del prodotto certificato, consegnato in sicurezza da un professionista qualificato con la comodità di effettuare un solo rifornimento all’anno.

Francesca Maito, Annalisa Paniz – AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali)